Emerge dai latenti meandri della mente una scrupolosa disamina, indagine eterna del “maschile” e del “femminile”. L’io poetante disvela : il maschile, ragione e forza e ancora potere, legge, ordine. Patriarca la Misura. La “Lei”, il femminile, senso e ratio e dolore che infonde l’emozionale, il sensibile, viatico per scorgere l’altrimenti celato, il notturno. Il Suo è un potere “altro”: il travolgente sentire della Natura, grande madre dal ventre ferale, che istilla piacere e morte. Loro le forme, simboli innati nel patrimonio genetico.

Suvvia…
sorridi, uomo!
Possiedi il Potere.
Un colpo e montagne si sgretolano
s’arrossano i fiumi
fluttuanti abeti s’inchinano
boccioli si aprono e ne cogli l’odore.
No?…non puoi?…neppure un cenno?…
Il tuo scettro dov’è?
Dici…dici che la sua, la forza di lei,
supera tutte le forze?
Ha forse muscoli la lei, cervello allenato?
Eh sì, senza armi flagella…lei
la Donna…quando è offesa…
…lei…la figlia del sole…

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