La verità…

 

Lucia Arsì
(presidente Centro Culturale Epicarmo) introduce

Sergio Givone
(ordinario di Estetica all’Università di Firenze):
La verità, tra filosofia e romanzo

Mons Giuseppe Greco

(vicario Curia Arcivescovile di Siracusa):

In Dio la verità

Con la lettura poetica di:

Rita Abela

(attrice)

Eugenio Santovito

(regista)

 

Il Centro Culturale Epicarmo e la riflessione sulla Verità
Invito a riflettere insieme, emozionarsi insieme.

E’ una profonda emozione dire l’indicibile. Indicibile perché l’oggetto del discorso non è un obiectum  e perché la protagonista del discorso ama nascondersi. Sì, è sulla verità che, senza presunzione alcuna, un teologo e un filosofo si esprimeranno, durante l’Incontro Culturale promosso dal Centro Culturale Epicarmo, venerdì 13 ottobre 2006, alle ore 17,30 nella sala Impellizzeri di via Maestranza 99 in Siracusa, e sabato 14 ottobre, alle ore 17,30, presso l’Auditorium “ E.Carta” di Melilli. Per quanto mi riguarda, della verità so della sua abitudine a non lasciarsi né cercare e ancor meno afferrare. Perché essa abita dentro di noi. I semi, anzi i segni, sono fuori e fondamentalmente condizionanti, dato che siamo ghiande di una grande quercia, dato che l’io non è protagonista assoluto  della psiche dell’uomo. Pensiero logico e pensiero del  cuore. Noli foras ire-afferma Agostino; fuori solo segnali, che dentro di te, deletteralizzati e spossessati, accenderanno la miccia ed è un attimo: la scintilla emotiva accende una luce, fioca prima e poi sempre più vivida e poi…nulla, poi torna il buio. Lì, in interiore homine habitat veritas.Quella luce si spegne, ma tu hai aggiunto luce a luce e senti che sei diverso, sei cambiato. In meglio o in peggio, non importa. Importa l’esperienza illuminante, in un attimo di estrema leggerezza, in un attimo di silenzio, più loquace del canto di un usignolo. Lo svelamento (verità, dal greco aletheia, significa non nascosto) appartiene ad una dimensione tutta interiore e spesso lascia l’amaro in bocca. Triste scoprire ciò che non volevi. Perché l’apparire chiaramente, anche se nel tempo di un batter di ciglia, dell’Altro, sconosciuto a te ma tuo inquilino, fa male, dà un brivido  mostruoso, un sussulto che sapora di stupore e di tormento, e che connota l’uomo deinoteros. Ma è umano, è il disumano del troppo umano. La verità balena e ti colloca nella vera dimensione, il cui aspetto rimanda a tante figure mitiche( gorgone, minotauro, sfinge, sirene) che sono metafora della metafora assoluta che è l’uomo: razionale e irrazionale, luce e ombra. Se questa è la dimensione interiore della verità, che esige un obolo pesante, dato che mi suggerisce le infinite possibilità del potere e del non potere essere, mi suggerisce inoltre che il mio sguardo  è pilotato dalle cose, dalle persone, dagli eventi, che esigono interpretazione e rispetto per il mondo in cui ciascuno si trova a vivere spesso miseramente, rabbrividisco, e non poco, quando sento che i dettami regolativi della società vengono da chi nulla ha avvertito dell’esodo della verità, del suo peregrinare, del suo essere in perenne esilio; dettami chiosati da chi non sosta ( non puo?, non sa? ), non reg-ge la regula  che traccia il confine tra il sacro e il profano. E i doveri( le interpellanze senza sostanza) continuano a per-donare l’uomo distratto, che inevitabilmente pagherà con la vita. E senza presunzione alcuna, anzi con la umiltà che ci connota, ascolteremo, venerdì 13, nella sala Impellizzeri di via Maestranza,99 e sabato14 presso l’Auditorium di Melilli, due voci: quella del teologo e si tratta di Mons. Giuseppe Greco, vicario della curia arcivescovile nonché curatore della cultura ecclesiastica di Siracusa, e la voce di un filosofo, di Sergio Givone, ordinario di estetica all’università di Firenze, saggista e scrittore, uomo di particolare ingegno riflessivo che, come Teseo dal filo di Arianna, è aiutato dalla esperienza, dalla lettura e conoscenza delle infinite storie, attraverso le quali va destreggiandosi nel labirinto per uscirne, dopo aver guardato in faccia il Minotauro e senza ucciderlo, con una prospettiva altra rispetto al punto di partenza. L’Unica, la Vera Storia, nessun arrogante può pretendere di scriverla ( il pensiero non può riflettere se stesso; necessita dell’altro, necessita di oltrepassare ogni metriotes, e si tratterebbe di ipertrofia dell’Io ).L’Unica storia vera è in mente Dei( e solo per chi crede), nella mente di un Dio libero che ci lascia assolutamente liberi, un Dio misericordioso e fiducioso dell’Uomo, che sente come Verità la com-passione, la stessa dell’Uomo di Nazareth.Sento l’obbligo di ringraziare il primo cittadino di Melilli, il Sindaco Giuseppe Sorbello, che, con l’intelligenza dell’umiltà, ha creduto e sponsorizzato tale Incontro Culturale, per consegnarlo ai suoi cittadini.

   Lucia Arsì 

Siracusa, 4/10/ 06

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