..all’insegna del Pensiero poetante
LA BESTIA
Perseverando nell’obiettivo principe – così si esprime Lucia Arsì – ossia sensibilizzare i Siracusani a ripensarsi, il Centro Culturale Epicarmo convoglia intelligenze isolane perché attraversino gli accadimenti umani da vari e più punti di vista. Risulta pertanto una lettura inter ed extra testuale del tema proposto, per permettere alle coscienze di verificarsi con il passato e senza abbandonarsi all’inatteso futuro. Così la “Bestia” sarebbe Dioniso, il dio del sì e no contemporaneamente. Quella forza archetipica, quando si impossessa dell’Io, determina stupro e omicidi. Tocca a noi dirlo. Dire che il dio visita l’uomo, che, solo se sa, riesce a dominarlo.
Ubriacarsi con i boccali di Dioniso e sempre “cum grano salis”.
E’ l’Arsì che ci illumina sul tema “La Bestia”.
“Il 27 gennaio 2003 si terrà il secondo incontro allestito dal Centro Cult. Epicarmo. Protagonista sarà la Parola non esclusivamente referenziale. Parola scaldata da anime che si relazionano con la Mente e quindi parola viva e forse vera, solo se i più consentano ad ascoltarla e parteciparla. E noi, con lo sguardo corto ed intenso, tenteremo una lettura di funesti problemi reali. L’ obbrobrio di un omicidio perpetrato a suon di botte e la profanazione – in termini crudi, stupro – dell’ ancestrale pudore con cui la “Donna” custodisce il suo mistero, ci indurranno alla citazione di mitologemi che rivivono giorno dopo giorno e in ogni uomo e in ogni accadimento. E torna Zeus sciupafemmine e Giunone arteriosa per le defaillances del marito ed Ermes ambiguo nei messaggi, e Aretusa, la fonte che contiene e versa il tutto, ed Elena, la bella e non solo per la misura del girovita, lei che bacia ed inevitabilmente distrugge, forse senza averne coscienza. E i Grandi (Omero Stesicoro Euripide Gorgia…) hanno esaltato le fattezze e contato i morti. Per l’uomo “spaesato” i Grandi hanno evocato l’eterno femminino. Intanto la realtà continua a proporci l’Uomo calcolatore, che sa bene muovere le pedine, benissimo sa etichettare e tappare la bocca alle donne, inconsapevole (chissà!…) che ogni Elena contenga l’essenza e il mistero della vita: scalda il cuore del marito, dell’ amante, dei vecchi troiani e determina lotta, catastrofe, morte. E l’uomo continua a blaterare e disconoscere il femminile dio ambiguo, dio della sfrenata estasi e dei lapidari silenzi: Dioniso. Quando la bestia visita, quando l’ extreme pianta il vessillo, la Mente vacilla, viene meno la misura ed è la fine. Risulta vitale conoscere, prevenire il dio e con girotondi e mani strette e senza etichette specifiche che mirino al potere egotista. “…il male è sempre in agguato?, ci chiediamo. Sempre e per sempre, se lo definiamo con il metro della secolarizzazione. Torniamo ad una cultura aristocratica in cui vivono i germi della vita, che noi intendiamo veicolare fra la gente comune, senza la pretesa di offrire certezze né riscuotere effimeri consensi.
Svegliare animi indifferenti e sopiti, questo é ciò che proponiamo.”
Non rimane che augurare all’ Epicarmo: Ad maiora!

….avanza
corteggiato da Menadi invase
profondamente solo
lui…il dio dei boccali
il dio della sconcezza infrenata
della sublime interezza
avanza…

Euhoé Euhoé
A dritta a manca impazzano
chiome fluenti lisciano i selciati
l’indice con il pollice si coniuga
sussulta il ventre
la mente…la mente vacilla.

E li
ove il silenzio recinta il suo dove
ove mille voci dardeggiano
lì tutto è purpureo
assente il perché.

L’Eterno il Latente l’Unico
ora è qui.
E noi…sentiamo i coturni premere
respiriamo il bianco della sua tunica
che palpeggia i nostri fianchi.
L’umano si desta
il magma scivola
avanza.. .avanza.. .Dioniso…

Dion: Dioniso Michele Fransisco.cosa importa! Chiamatemi ” dinamite ”
Altra:Kratos?
D.Enèrgheia, forza.
A:La forza dell’eroe o la forza del tiranno?
D: Spetta all’uomo la scelta. Dell’uomo la legge. Il Dio visita.
A: Eh…sì…tu piombi all’improvviso, scuoti, trasformi il dentro e la mente vacilla…la mente non c’è…
D: Creo lapidari silenzi
A: Anche tumuli di mancanza di sospensione… oceani di vuoto
D: Sveglio coscienze sopite
A: Ho tanta paura.   “Dioniso e Ade sono la stessa cosa. Eros e thanatos. Gioia e dolore. Alto e basso. L’extreme”, così sentenzia Eraclito, l’oscuro
D: Sii saggia!
A: Cosa intendi?
D:Non la saggezza della Ragione tiranna, ma la Ragione ancella del Sentire.
A:La Ragione dei sensi. Stanotte, una folata di vento ispessito attorno; mi volgo, nessuno attorno, sola e mi basto mentre viluppo…
D:E tu non più informe, cosale, burattina. Tu viva.
A:A quale prezzo!
D:al limite…paghi il pedaggio.
A:Crudele consapevolezza.
D:La tua arma è il coraggio; coraggio di dire, di dare,agire, il coraggio della misura: medén àgan, nulla di troppo.
A: Tu, dio smembrante, mi ubriachi di veleno ed io urlo il mio no all’amore divino, blocco il mio piede quando il paradiso mi attende.
D: Tu…menade materna,educatrice brillante, mente infuocata.
A: Sì…accendi la mia anima.
lo…libera dai ceppi
immagino…
Immagino un giardino…il Sole picchia, la terra sveglia i semi assonnati.
I pini bene allineati accolgono passeri infreddoliti, poi s’inchinano ai soffi di zèfiro;
quei pini merlettano il muro di cinta, mentre la cresta si pasce della visione del
mare. Lì un contadino si sofferma, carezza la zagara, cresce la speranza che il frutto
si dia e il raccolto sia pingue e i suoi bimbi festanti…
ecco..sono nel mio giardino…l’Eden ..io e la mia terra amici fedeli.
Bush e Saddam sorridono, sono amici.
Peccato che non regga all’usura del tempo.
D: Dipende da te, dipende dal mondo che è la valle che fa anima.
A:Perché l’uomo non mira il suo giardino? Perché sempre distratto e attratto da letali leccornie?
D:Gli uomini sconoscono gli dei che dentro si agitano.
A:Poi arrivi tu…
D:Arrivo quando la noia vi avvolge e l’indifferenza punta il vessillo.
A:E noi oscilliamo tra spazi smisurati e l’abisso più nero
D:E’ tempo che vada via…
A: Riverire il dio, mai disconoscerlo.
E’ sempre dentro di noi.
Quando bussa, noi all’erta, sempre con la bilancia.
E’ l’unica salvezza. L’unica verità.
Agave docet.
FOLLA A PALAZZO IMPELLIZZERI Concluso il seminario ” La Bestia ”

Si conclude il seminario”La Bestia”e sono le ore venti di lunedì 27 gennaio 2003. Una forte carica di enthousiasmòs inonda il Palazzo della Cultura. Il freddo brucia le guance allorché usciamo dal portone. Ma forse è l’altra faccia della medaglia. Il calore, che ci ha investito, che ha lasciato riflettere alle parole annunciate, fa a pugni con la dura realtà. E mi torna il dialogo appena ascoltato. Dioniso avanza nella sala.” E’ qui..”, ha annunciato poeticamente il giovane Vittorio De Grande. E poi Dioniso appare ed interloquisce con l’Altra. Un dialogo poetico fra l’attore Saro Miano e la professoressa Lucia Arsì, autrice del testo. Il dio visita, evoca ebbrezza, smembramento, acuisce i sensi, rende le donne Menadi materne. Il duplice volto di Dioniso, così recita l’oscuro Eraclito, evoca luce e ombra, bene e male.
Veramente con mani abbiamo toccato la follia, quando con parole semplici ma toccanti la giovane Elisa Carbone rivive la triste notte di Agosto del 1999.” Tornai a casa e mio fratello stava male, vomitava. Lo portammo in ospedale e rimase in sala operatoria ore ed ore e noi fuori ad attendere…poi, solo dopo giorni di dubbi, scoprimmo la verità. La caduta da un albero non avrebbe mai potuto sfracellare le parti interne del suo corpo. Avvenne un crudele pestaggio degli amici e lui sempre a difenderli e sperare che tutto sarebbe finito bene, ma non fu così, dato che una forte emorragia lo finì..:” E noi avvertiamo la bestia in assalto, anche per il banale motivo di uno sguardo, rivolto da Davide Carbone alla mutandina della sorella di un suo amico.
La voce lievitante di Bibi Bruschi echeggia l’urlo di rabbia di una donna, che sente l’insidia dello stupratore. Un mirabile pezzo tratto dal romanzo di Marie Cardinal ” In altri termini”. Alla domanda posta dall’Arsi all’on. Egidio Ortisi se la follia nel mondo antico veniva considerata bestiale o no, il grecista, con chiara e specifica diagnosi, risponde che varie sono le diagnosi sul malato mentale, unica è la terapia: restrittiva e ghettizzante. E che ancora oggi e non solo sul malato mentale, ma sul diverso in genere, stenta ad affermarsi la cultura della comprensione e dell’accoglienza.
“Sfide alla morte sono le iniziazioni dei giovani, – così il Dott. Pasqualino Ancona, psichiatra, analista del profondo e docente in una scuola di specializzazione di psicoterapia a Roma -l’iniziazione è il riconoscimento dei passaggi nelle tappe importanti della vita di ogni individuo e aiuta lo sviluppo psicologico. L’eccessiva protezione e mammismo tolgono la possibilità di ansia al giovane di conquistare e lo privano altresì della risonanza emotiva, necessaria per riconoscere che ha conquistato uno spazio nelle sue realizzazioni. E il giovane si pone in situazione di rischio per provare queste emozioni, che la cultura nega. Il giovane che si infetta del virus dell’AIDS ha alla base una ricerca di emozione di rischio, che lo porterà ad infettarsi. La lettura del mito di Eracle ci dà la possibilità di leggere il destino eroico del malato di AIDS, perché sviluppa una mitologia eroica senza saperlo. Eracle sviluppa il destino eroico per diventare semidio attraverso la contaminazione della veste donata da Deianira, veste cosparsa del sangue e sperma del centauro Nesso, nel tentativo di stupro. Nelle società antiche le iniziazioni con atti di eroismo e sfida alla morte erano istituzionalizzate e quindi simulate e sane; oggi, la dimensione aggressiva,eroica, negata e dalla cultura e da sterili manifestazioni affettive, spesso balza fuori in modo bestiale(branco-droga-aids).
Ancora una testimonianza della Dott. Antonina Franco, specialista infettivologa all’osp.Umberto I di SR, che, con l’umanità che la distingue, ha ricordato il disagio del giovane infettato, che nutre, oggi, la speranza di recupero fisico e psichico, non rispondendo al male con il male, illuminato invece dalla luce di Dio. Si completa l’incontro con” gutta cavat lapidem” di Daniel Amato, un giovane amante del sapere, sensibile al risveglio della Nostra città, che non si trovi impreparata alla visita della ” Bestia”. La Letteratura si rivela testo essenziale per la Vita; la Memoria appare linfa per il futuro.
Lucia Arsì

 

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