I versi delle tragedie greche “incantano”.
Incanto come dis-velamento.
Un canto (il canere latino e il kalein dei greci) che è il risuonare intenso e continuo della Voce interiore, che, modulando suoni e segni, annunzia spiega insegna.
E il poeta latino Ovidio scrive: “ …quae diu latuere,canam…”, insegnerò cose rimaste per lungo tempo ignote.
Una possibile occasione per la Conoscenza del Vero? Non importa. Importa lasciarsi cullare dal canto che sa modulare i battiti del cuore e della mente, che pochi sanno decifrare: i disincantati.

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