Die Sieben gegen Theben (Aischylos) offenbaren eine große Wahrheit, già cantata da Archiloco….impara qual é il ritmo che governa gli uomini…. die Macht, irrispettoso dell’alternanza e della misura e del nulla di troppo, zwangsläufig wird es durch "vernichtet werden”Neid der Götter”; heute, dall’invidia dell’altro. Ich Labdacidi docent.
Frösche (Aristophanes) deuten darauf hin, dass, in Zeiten der ethisch-politischen Krise, Bellezza Teatro Poesia Arte sanno parlare all’anima (v. 1419), beleben sie.

Die Supplici Aischylos, tragedia che verrà rappresentata al Teatro greco di Siracusa nei mesi di maggio e Giugno 2015, rivelano una grande Verità: la DEMOCRAZIA é lamano sovrana del popolo (demou kratousa Xeir)”, e il popolo argivo, giusto e pio, interpellato dal sovrano Pelasgo, decide democraticamente di offrire ospitalità alle 50 figlie di Danao, dass, supplici, fuggono dai cugini assai violenti.

La Giustizia segua tali leggi:

  • Risolva i conflitti in modo incruento
  • Onori gli Dei
  • Rispetti i genitori (vv.707)

Die Verse der griechischen Tragödien “verzaubern”.
Enchantment als un-Verschleierung.
Ein Lied (canere die lateinischen und griechischen kalein) das ist die durchschlagenden intensive und kontinuierliche innere Stimme, dass, Modulieren Klänge und Zeichen, kündigt erklärt lehrt.
Und der römische Dichter Ovid: "... So lange Flucht,canam ... ", Dinge blieb für eine lange Zeit unbekannt lehren.
Eine mögliche Chance für die Erkenntnis der Wahrheit? Macht nichts. Die Materie ist mit dem Song, den Sie wissen, dass das Schlagen des Herzens und des Geistes zu modulieren durchdrungen, dass nur wenige können zu entschlüsseln: i disincantati.

Quando – accade raramente, ma accade – l’occhio della tua mente si dis-trae e non t’avvedi che la tazzina fedele è lì con il caffè spumeggiante e che la brezza accarezza i capelli perché la tendina cede benevola il passo, eh…sì… in quell’attimo l’attorno svapora, quell’attimo divorzia col Tempo e tu veleggi ed entri nei meandri fondi ove non abitano codicilli né lo scettro accompagna i potenti.
Lì c’è Mnemosine, mamma di tutte le arti. E’ proprio lei a sventagliare all’operaio della penna Memorie, immagini algide o sfavillanti, immagini riposte ma mai cancellate.
In quel buio labirinto, perduto o sperduto ma necessario per il salvataggio di sé e dei tanti che sonnecchiano, s’intrufola l’abile artista e va, va per sentieri tortuosi, per boscaglie ovenessuna risposta a tale perché – affiora un barlume, ove un tonfo stona l’udito e tu leggi il chiaroscuro che ti fa dire di sì sì sì al mondo, anche a quello coperto di rovi e di ossa trucidate e sconci liquami.
Ora…un’immagine si stacca dal fondo – mirabile incanto dell’Eternos’accosta al foglio e lo impiastra di morfemi che danzano al ritmo del cuore, mentre l’abile regista dirige le pause.
E in ogni pausa la luce di un buio sempre più fitto.